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Categoria: News

Rajashree Choudhury a Roma 20 Ottobre 2012

Seminario e Ricertificazione



L’ansia da listino spinge i broker di Wall Street a fare yoga. Per rilassarsi, ma anche per fare investimenti migliori

Accade anche questo a New York. Che con Wall Street così bollente e nella Manhattan d’agosto, dopo aver allentato il nodo della cravatta, broker e manager vari si rifugino in luoghi ancor più roventi, a 38 gradi centigradi e con il 60% di umidità, per assumere pose di cobra e locusta.

Eppure è proprio l’ansia da mercati altalenanti che sta spingendo sempre più abitanti del Financial district nelle sale dove si pratica il Bikram Yoga. Si respira, si recupera serenità e chiarezza mentale per far fluire adrenalina e delusioni, ma anche per prendere le distanze dal vortice di titoli e fondi che sembrano impazziti.

A scovare il fenomeno è stata un’inchiesta di Business Week, che è entrata negli studio sempre più affollati per incontrare personaggi come l’agente di futures Corina Cotenescu, che si allena alla Bikram Yoga NYC, aperta dal 1999: «Se perdo soldi vado dritta alla lezione di yoga – ha detto – perché so che ho un peso emozionale che devo far fluir via». Funziona, perché quelli come lei, pagando circa 20 dollari a lezione, a Manhattan hanno fatto crescere il business dello yoga del 75% negli ultimi cinque anni. E soprattutto di questo particolare tipo.

Fondato quarant’anni da Bikram Choundhury, il Bikram si basa sull’esecuzione di 26 asana (posizioni) da eseguire in un ambiente caldissimo e umido, che ricrea le condizioni dell’India tropicale dove la disciplina nacque circa 5mila anni fa. Il calore scioglie i muscoli e la mente, e il fatto che l’aspetto meditativo sia poco sottolineato renderebbe questo yoga molto amato dagli uomini, «ai quali piace la sfida e non lo stare seduti in cerchio a meditare», come si legge sul sito di Bikram Yoga Roma. Insomma, il ritratto di quei broker piuttosto testosteronici che secondo alcuni (vedi studi dell’Università di Cambridge e della business school francese CERAM) avevano lentamente condotto la finanza verso la sua poco salutare condizione.

Nel 2008, quando il sistema iniziava a scricchiolare, il Wall Street Journal raccontò come fund manager miliardari come Paul Tudor Jones (Tudor Investment Corporation) e William Grasso (Pimco) facessero yoga almeno cinque volte a settimana, mentre l’80% dei dipendenti newyorchesi della D.E.Shaw, hedge fund da 39 miliardi di dollari, si erano iscritti alle lezioni gentilmente offerte dal loro datore di lavoro.

Oggi però la consapevolezza che lo yoga può far bene al corpo e al portafoglio titoli e personale è uscita dai grattacieli di Lower Manhattan. E capita che sul magazine statunitense Yoga Journal, i piccoli risparmiatori raccontino come la disciplina li abbia aiutati a investire meglio il loro denaro. Erica Rodefer, da Charleston, South Carolina, spiega il perché in cinque punti: 1) l’azione di un singolo influenza il tutto (quindi pensaci bene prima di speculare) 2) non abbandonare la barca nel momento peggiore (non vendere al minimo) 3) diversifica (asana e portafoglio) 4) tutto è precario (anche le banche) 5) il panico non aiuta (quindi respira a fondo prima di prendere qualsiasi decisione).

E se c’è ancora qualche resistenza a riconoscere i meriti finanziari dello yoga, ecco un’altra, convincente storia raccontata da Dnainfo, testata di news locali da New York e dintorni: è quella di Mike Patton, 28 anni, laureato di Princeton e licenziato da Bear Stearns nel famigerato 2008. Iniziò a fare yoga per riprendersi dallo schock e adesso sta per aprire il suo secondo studio – Yoga Vida – a NoHO. «Dà molta più soddisfazione guadagnare 10 dollari da qualcosa che ho creato io per aiutare gli altri che 10mila dollari da Bear Stearns», ha detto. Lo yoga evidentemente incrementa anche la generosità.


Nuovo Inizio

Buon anno!

Vorrei iniziare il 2011 ringraziandovi per aver reso il 2010

un anno speciale.

Non posso trattenermi dal ripetervi che poter condividere il percorso che è la pratica del Bikram yoga è una gioia che non può essere resa in parole, per me quasi tangibile.

“Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettare risultati diversi.” (Einstein)

Pratichiamo Bikram yoga per avere più energia, per ridurre lo stress, per perdere peso, per stare in forma.

Lo pratichiamo perché ci fa sentire bene, perché dopo ogni lezione ci fa sentire di aver creato qualcosa di nuovo per noi stessi e quindi ci aiuta a raggiungere nuove mete,

che siano di lavoro, mentali spirituali o fisiche.

Ed allora come possiamo, praticando ogni lezione le stesse posture, mantenere una pratica sempre in evoluzione, “fresca”, senza mai accontentarci del livello raggiunto, ma utilizzandolo per andare oltre, per fare sempre nuove scoperte?

Ogni lezione, ogni set, ogni postura permettetevi di creare una nuova esperienza.

Quando entrate in sala lasciate fuori opinioni, giudizi e pregiudizi.

Con il primo respiro concedetevi di sentire il vostro corpo per quello che è quel giorno a quell’ora.

Penso sia normale avere delle aspettative nei confronti di noi stessi, eppure yoga ed aspettative si conciliano difficilmente.

Il problema è che nel momento in cui pratico una postura con una certa aspettativa, mi perdo il momento presente, mi perdo la pratica stessa.

Nello stesso tempo il voler raggiungere un determinato risultato è lo stimolo che mi spinge a lavorare al 100% ed a continuare nella mia pratica.

Allora ho trovato che posso avere delle aspettative, ma esserne distaccata.

All’inizio della lezione mi pongo degli obbiettivi, e poi me li dimentico!

Faccio un passo indietro ed invece di giudicare la lezione, uso la ripetizione, il dialogo ed il modo in cui mi sento quel giorno per viverla momento per momento.

Questo è il mio augurio per questo nuovo anno, che possiate ogni giorno creare un’esperienza diversa e fare delle meravigliose scoperte.

A presto, Isabella


Lady Gaga-yoga


Gaga a Yoga

Lady Gagal’eccentrica artista si è presentata ieri ad una sessione di Bikram yoga con stivali alti 15 centimetri. La cantante è arrivata con i suoi inconfondibili occhiali da sole sopra questi trampoli, tanto che ha dovuto essere aiutata da un gentile sorvegliante.